In Lombardia una legge regionale sulla leva civica

Eppur si muove! 

Sono ormai quattro anni che in Regione Lombardia si sta sperimentando la leva civica: nei fatti un vero e proprio Servizio civile autogestito e, soprattutto, autofinanziato dagli enti di Servizio civile, pubblici e del privato sociale.

Un’esperienza lanciata nel 2008 da Associazione Mosaico, e ripresa due anni dopo da ANCI Lombardia, che ha coinvolto oltre 800 giovani, con un investimento complessivo di 4 milioni di euro.

Ora dalla sperimentazione si passa… alla legislazione. Un folto gruppo di consiglieri regionali lombardi, del Gruppo Lega Nord, ha infatti presentato lo scorso 28 marzo, il PdL n. 155 recante “Istituzione della leva civica volontaria regionale” (potete trovare il testo qui).

Il primo firmatario, Fabrizio Cecchetti, dichiara che «l’obiettivo è quello di promuovere e sostenere il Servizio civile quale esperienza di cittadinanza attiva per la formazione di donne e uomini più consapevoli, partecipi, responsabili, solidali e nonviolenti e quale investimento della comunità lombarda sulle giovani generazioni».
Il testo della proposta di legge è stato elaborato chiedendo pareri, consigli e critiche a varie realtà della società civile lombarda, quali ANCI Lombardia, associazione Mosaico, ACLI Lombardia, CISL Lombardia e Federsolidarietà.

Anche il quotidiano La Padania del 21 aprile ha dedicato due pagine al progetto di legge, che potete leggere qui.

Segnaliamo ai lettori alcune particolarità della proposta di legge, ovvero:

  1. la possibilità che la futura leva civica regionale possa essere svolta da cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e che abbiano fatto richiesta di cittadinanza italiana (articolo 6, comma 1, lettera c);
  2. il totale autofinanziamento della leva civica da parte degli enti che la promuovono, con possibilità di ottenere dalla Regione parziale rimborso delle spese sostenute, a progetto concluso e dietro esibizioni delle “pezze giustificative”  (articolo 11).

Tra i firmatari della proposta di legge si possono rintracciare i nomi di ben due assessori  lombardi (Belotti e Ruffinelli)… ciò fa be sperare in un rapido iter ed approvazione della proposta di legge da parte del Consiglio regionale.

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