La nostra storia

Premessa

La Costituzione Italiana, approvata nel 1947 ed entrata in vigore nel 1948, stabilisce all’art. 52 che “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge”, senza prevedere alcuna possibilità di obiettare.

La parola “obiezione” deriva dal latino “obicere”, che significa contrapposizione, rifiuto; l’obiezione di coscienza è infatti il rifiuto di obbedienza ad una legge o ad un comando dell’autorità perché considerato in contrasto con i principi e le convinzioni personali radicati nella propria coscienza. L’obiettore di coscienza è dunque un cittadino che, dovendo prestare servizio militare armato, contrappone il proprio rifiuto all’uso delle armi ed attività ad esse collegate.

Il cammino dell’obiezione di coscienza in Italia non è stato facile.

La storia di A.VOL.O.N.

L’idea di creare un’associazione delle volontarie e dei volontari in servizio civile nasce nel 2004 da un gruppo di ragazze impegnate in progetti di servizio civile nazionale. Allora, il servizio civile volontario era appena agli inizi ed in fase sperimentale, con una predominanza netta di ragazze rispetto ai ragazzi. I ragazzi infatti, prima della sospensione della leva obbligatoria, dovevano eventualmente dichiararsi obiettori di coscienza prima di poter partecipare a qualsiasi progetto di servizio civile volontario.

In questa fase sperimentale dei primi progetti, i problemi che le volontarie dovevano affrontare erano molti: a partire dalla scarsa consapevolezza del proprio ruolo e quindi della non conoscenza dei propri diritti e doveri, sino alla mancata distinzione tra i due ruoli diversi — ma spesso confusi — di volontario in servizio civile e obiettore di coscienza.

Tutto ciò si innesta sulla “tradizione organizzativa” degli obiettori di coscienza al servizio militare.

Con la cosiddetta “Legge Martino” l’abolizione della leva obbligatoria diviene realtà il 1 gennaio 2005: l’arruolamento nelle forze armate da tale data avviene su base esclusivamente volontaria.

Il servizio civile derivante dall’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio non esiste più, ma rimane viva l’esperienza storica e di vita di centinaia di migliaia di giovani che dal 1972 al 2005 hanno praticato tale scelta, spesso tra mille difficoltà.

Una tradizione storica che è ora nelle mani delle decine di migliaia di “operatori del servizio civile universale” e della “leva civica volontaria lombarda”.

Obiettori di coscienza al servizio militare, volontari del servizio civile, volontari della leva civica: siamo tutti parte di una unica, grande, comunità che ha condiviso e condivide esperienze e valori.

La differenza di età, i diversi vissuti personali sono motivo di arricchimento, non di divisione.

Le poche migliaia di obiettori al servizio militare dei primi anni ottanta, le decine di migliaia di volontarie (utilizziamo il genere femminile perché al 70% è un’esperienza praticata da donne) hanno in comune gli stessi sogni e identiche idealità: ricercare la felicità e la libertà, il tutto in una comunità che rispetti i diritti soggettivi delle persone.

E’ in nome di questo comune sentire che una delle attività di A.VOL.O.N. riguarda la raccolta di risorse a favore   di progetti di Leva Civica Lombarda Volontaria, al fine di permettere a sempre più giovani di entrare a far parte della nostra comunità, la comunità degli obiettori di coscienza al servizio militare e di chi ha svolto il servizio civile.